Mercoledì, Ottobre 24, 2018

 

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68° RAID PAVIA VENEZIA


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ARTICOLI TRATTI DA www.resegoneonline.it scritti da Matteo Possenti

Garbagnate Monastero, 26 maggio 2011
Pavia-Venezia: Enrico Conti riprova ad arrivare primo

con una nuova barca

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Si avvicina il via della 68-esima edizione del Raid motonautico Pavia-Venezia, che si correrà
domenica 29 maggio. Il percorso è il tradizionale che parte dal Ponte della Becca, alla confluenza
del Ticino con il Po, per proseguire verso Cremona, Boretto Po, incrociare l'Adige e concludersi,
dopo 384 km cronometrati, al Circolo Nautico Marina di Brondolo presso Chioggia.
La velocità media minima ammessa è di 60 km/h, ma i vincitori assoluti tengono medie molto più
elevate. Dino Zantelli, nel 2005, “volò” con il suo scafo fuoribordo dalla partenza all'arrivo alla
velocità media di oltre 203 km/h. Non si possono dimenticare le due vittorie (2002 e 2004) del
lecchese Fabio Buzzi con scafo tre punti motorizzato da una turbina a gas, che detiene anche il
record assoluto nel tratto Isola Serafini – Boretto Po (Trofeo Montelera) alla media di 212,750
km/h.
Vincitore della classe fino a 1000cc nel 2009, insieme all'amico Germano Mocchetti, è stato Enrico
Conti, 64 anni, di Brongio di Garbagnate Monastero, su scafo Agnes e motore fuoribordo Carniti
(nella foto: la coppia Conti - Mocchetti)
Signor Conti, come si sta preparando per difendere il titolo?
Tutti i fine settimana ho provato sul lago con il mio compagno d'avventura Franco Mocchetti, ma
quest'anno correrò con un'altra barca. Si tratta di un Tullio Abbate T-15, del 1969, in vetroresina,
che ho completamente restaurato. È uno scafo lungo 4.90 m e largo 1.62 m e monta un motore
fuoribordo Carniti 85 hp.
Come ci si sente a correre sul Po a manetta, come si dice, a 80 km/h, mentre ti sfrecciano a
fianco motoscafi che navigano al doppio della velocità?
Bisogna stare molto attenti, guardare negli specchietti, perché possono arrivare sia da destra che da
sinistra e col rumore del proprio motore non si sentono. Le partenze avvengono scaglionate, per
classi, prima gli scafi più lenti e via via quelli più veloci che, prima o poi, ti raggiungono e ti
coprono con una nuvola d'acqua.
Quali sono i pericoli del Po?
Quando si naviga ad una velocità tra gli 80-100 km/h come per il mio scafo, non ci sono grandi
pericoli, però, bisogna sempre guardare avanti, perché potrebbero esserci dei tronchi galleggianti
semi-sommersi. Se si incontra una secca, invece - ed il Po ne è pieno - si fa una lunga strisciata
nella sabbia o nella ghiaia fino a fermarsi, quindi si scende, si controllano i danni allo scafo, motore
ed elica e poi si cerca di ripartire a spinta.
Signor Conti, lei nel 2008 è stato insignito del titolo di Pioniere della nautica: perché?
Il titolo di Pioniere della nautica viene conferito dall'UCINA (Unione Nazionale dei Cantieri e delle
Industrie Nautiche e Affini, ndr) a chi si è particolarmente distinto lavorando nel settore nautico. Io
cominciai nel 1961 presso la Carniti di Oggiono, che costruiva motori fuoribordo. Oggi con gli
amici Franco, Alberto e Germano Mocchetti, appassionati da sempre, abbiamo fondato la squadra
corse Carniti Revival. A distanza di cinquant'anni lavoro ancora nel settore nautico alla FB Design
di Annone Brianza e in tutto questo tempo ho sempre progettato motori e trasmissioni marine.

 

Lecco,  30 maggio 2011

La fortuna non ha arriso a Conti e Mocchetti

 

Gara sfortunata, quella del 29 Maggio, per la coppia Conti-Mocchetti (nella foto: all'inizio del trattocronometrato al Ponte della Becca (PV), alla confluenza dei fiumi Po e  Ticino). che, con il loro scafo Tullio Abbate T-15 motorizzato Carniti si è dovuta  ritirare a metà del secondo tratto cronometrato del raid Pavia-Venezia.Un problema al motore tricilindrico ha impedito loro di continuare fino a Boretto Po e poi verso il traguardo. «Siamo rimasti con solo due  cilindri - ha commentato il pilota Enrico Conti - e così non saremmo  più stati competitivi. Per non fare danni peggiori, ci siamo fermati a  Cremona e abbiamo cercato di diagnosticare e riparare il guasto, ma non  c'è stato nulla da fare». Il grande fiume non è stato benigno nemmeno  con Roberto Rizzo, che correva con il "Mostro" di Fabio Buzzi, scafo  "tre punti" motorizzato BMW, del 1971, della FB Design di Annone  Brianza. Uno dei tanti detriti di legno di cui è pieno il Po ha  bloccato la presa dell'acqua di raffreddamento del motore ed il pilota  è stato costretto al ritiro, mentre con la sua media di gara di 140  km/h era in lotta per il secondo posto assoluto. Vincitore per la  ottava volta è stato il parmense Dino Zantelli, alla media di 163,218  km/h.


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