Mercoledì, Ottobre 24, 2018

 

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Conti Enrico in CARNITI dal 1961
1961 - Conti Enrico quattordicenne

 

Prova di assunzione in Carniti

 

Iniziai a lavorare nella ditta Carniti dal 1961, a soli quattordici anni, dopo aver conseguito il diploma presso l'istituto tecnico Manara di Besana Brianza (MB) come generlmente si usava all'epoca, subito mi iscrissi alla scuola serale di progettista dell'istituto Esperia di Bergamo.

Grazie alla raccomandazione di mio Padre, che lavorava dal 1935, riuscii ad ottenere il primo e l'unico colloquio direttamente con Sergio Carniti. Una persona di poche parole, ma di idee chiare e di spirito concreto.

Infatti, mi mise subito alla prova: disegnare a mano libera viste e sezioni necessarie per la realizzazione del pistone 4Hp, il quale aveva deflettori sulla testa che permettevano di convogliare il flusso della miscela e dirigerla verso la candela.

 

pistone

 

Sergio e Arturo Carniti soddisfatti del risultato, mi vollero nella loro azienda subito il giorno successivo.

 

Poi...


In ufficio tecnico motori eravamo in tre e come se fossi stato un veterano mi diedero subito un compito importante, disegnare il motore da 9,5 HP : Cilindro , carter, testa albero a gomiti, etc...

 

In seguito mi fu affidato l'incarico di seguire il progetto di un motore rotativo, disegnandone i particolari.

Qesto progetto era nato dall'idea di un appassionato motorista, il quale durante la guerra era meccanico addetto alla manutenzione dei motori aviari. Tale motore consisteva in un birotore con pale rotanti in una forma di statore ovale cromato a spessore. Il grosso problema era che per avviarlo occorreva un motorino d'avviamento con molta potenza.

 

Sviluppo CARNITI - SIRCHI

 

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Motore rotativo sperimentato dalla CARNITI (Sirchi) nel 1961 disegni Conti Enrico



 

 

nel frattempo in Germania veniva perfezionato il Rotore Triangolare

WANKEL - NSU

 

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Motore Rotativo WANKEL

 

Da WIKIPEDIA:    http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_Wankel

 

Il motore Wankel è un motore a combustione interna, il quale viene alimentato da un impianto d'alimentazione e scarica i prodotti esauriti (gas di scarico) tramite un impianto di scarico, inventato da Felix Wankel nel 1950, di tipo rotativo perché il pistone non si muove di moto alternato ma ruota intorno a un asse.

Il principio di funzionamento vede un pistone a tre lobi che ruota eccentricamente intorno all'albero motore, generando con il suo movimento le fasi di aspirazione - compressione - scoppio - scarico.

 

il motore:
1 - Ugello di iniezione
2 - Ugello di scarico
3 - Camera esterna
4 - Camera di combustione
5 - Ingranaggio centrale
6 - Rotore
7 - Ingranaggio interno
8 - Albero motore
9 - Candele di accensione
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Il motore PELEGATTI

Nel 1965 l'ingegnere Antonio Pelegatti, di Roma, presentaalla rivista motociclismo un suo progetto di motore a pistone rotante.

Il pistone rotante del motore Pelegatti ha la forma di un 8 schiacciato ai poli, che per effetto di un ruotismo epicicloidale è costretto a ruotare eccentricamente entro una scatola fissa a forma di trifoglio. Nel corso della rotazione di pistone forma, nella scatola, tre camere in ciascuna delle quali si svolgono le quattro fasi di aspirazione, compressione, scoppio e scaricodel motore. Anche questo motore, come tanti altri del medesimo periodo, rimane soltanto allo stato di progetto.

 

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La nascita del primo DIESEL CARNITI


1971 Il commendatore Carniti Arturo  una mattina mi prende per un braccio e mi disse ..."ti vera...te set no bun de disegnà un motur diesel" io gli risposi "fino ad ora ho disegnato solo due tempi a miscela" riprese " e alura se ghe vor a mett dent ul disel?".

Visto che ormai si era messo in mente di fare il diesel gli consigliai di prendere spunto da qualche motore esistente.

Subito il giorno dopo trovai in portineria la Jaguar con autista pronto per portarci in Emilia Romagna con come prima tappa RUGGERINI MOTORI. Dopo la visita alla azienda e dopo aver visto tutti i modelli in produzione, decidemmo di prendere il 10 Hp e il 16 Hp a raffreddamento ad aria.

La seconda tappa ci portò a scegliere un motore con raffreddamento ad aria più piccolo cioè il 6hp LOMBARDINI.

Cominiciò subito la progettazione per il 6 Hp Lamberdini usando il gambo e il piede del 16 Hp e per il 10-16 Hpil gambo e piede del 30 Hp.

Dopo svariate prove sui nuovi prototipi abbiamo dovuto apportare dei piccoli accorgimenti come tenere alzata la valvola di scarico per due o tre giri in modo tale da poterlo avviarlo facilmente.Un'altro problema si verificava al minimo in quanto certe volte il motore girava al contrario causando il piantaggio del pistone aspirando acqua... la soluzione si è trovata aggiungendo un clappè allo scarico.

 

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Dopo test e modifiche la realizzazione del fuoribordo si concluse con un bel motore da lavoro (anche se con una enorme capot) con tutti i lati positivi di un diesel: risparmio sui consumi e sicurezza.

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